Si ma allora?
Maggio 06, 2010
ore 23:20:42

I capitalisti convinti non si rassegnano ancora, ma la cuccagna è finita. Vent'anni di speculazioni edilizie ed economia basata sul niente ci stanno portando vicinissimo al collasso. Ma la domanda che spero ardentemente di non essermi posto solamente fra me e me medesimo è “ma se sti stronzi falliscono che cazzo succede?”. Ok, quando fallisce un'azienda questa chiude e manda tutti a casa. Ma se fallisce uno stato? Chiudono tutto e lasciano il paese in preda agli sbarchi dei froci inglesi che si sono comprati casa a Mikonos? Partenone incula party? Se lo stato non può più pagare un cazzo di nessuno e non può risolvere le insolvenze che cazzo succede? Operano un suicidio di massa? Ditemelo, perché io sarò mentecatto ma non capisco.

Estemporenee stronzate
Febbraio 27, 2010
ore 02:25:30

Sembra quasi inverosimile scivere nuovamente qualcosa. Qualcosa di sensato e rilevante ormai non mi riesce. Mi porto avanti rotolandomi in rapporti che non sono in grado di far proseguire con una certa continuità. Il fatto è che sono irrimediabilmente attratto dalla precarietà sotto ogni punto di vista. Decadenza e precarietà sono gli unici stati dell'essere capaci di far venire fuori quelcosa di decente da questa cosa infome chimata dai più società. E non dite di no anche se le vostre sicurezze vi suggeriscono il contrario.

Approssimazioni estetiche
Novembre 21, 2009
ore 02:10:37
La traccia intimista soffre di stucchevolezza. Il problema è che ai miei occhi risulta l'ultimo argomento non banale. Si potrebbe muovere un “graziealcazzo” dato che essendo di per se qualcosa di intimo ci si aspetta che chi lo pensa/scrive non lo trovi una puttanata. Ok, si in effetti la critica è movibile, però di che cosa dovrei scrivere? Dei trans? La gente, in Italia scopre i trans nel 2009 puttana eva/adamo. Spero che fingiate per ipocrisia perché altrimenti non sapete quanto divertimento vi siete persi.
Si-no
Novembre 14, 2009
ore 02:18:40
Salgo sulla bici, guardo la ruota in maniera ipnotica, original pirate material nelle orecchie, penso, penso al mio egoismo e a chi più mi sta a cuore che sta male, male veramente. Pensieri confusi e refusi che potrei correggere rendendomi conto lucidamente del mio suddetto egoismo ma che rimangono li a nutrire qualcosa che non voglio affrontare. Sentimenti che si mischiano senza una possibilità minima di combinarli, il tetris è arrivato in alto e non ho fatto un cazzo di punti.
Ennesimo titolo del cazzo ironico
Novembre 10, 2009
ore 00:10:09
E se provassi a scrivere veramente qualcosa di sensato? Qualcosa di divertente? No, non esce più, è come cercare di trombare quando sai benissimo che sei troppo ubriaco per farlo. Lo infili un po' barzotto ma sai bene che ti stancherai dopo pochi minuti di suini sforzi e ti abbandonerai nel letto sbattendotene amabilmente di aver inatteso speranze altrui. Anche questo argomento della scrittura l'ho riciclato troppe volte. Forse, ma ribadisco forse, perché ogni qualvolta mi metto a scrivere non sono affatto mosso dall'istinto o da una qualunque cazzo d'ispirazione, ma solo da una vuota volontà di tenere vivo qualcosa che si sta palesemente spegnendo e di conseguenza l'unico soggetto su cui riesco ad argomentare in maniera sufficiente è proprio l'inutilità di intenti (e di conseguenze) con cui mi metto di fronte alla tastiera. Forse dovrei provare ad allontanarmi dalla mia coscienza ipercritica e negativa ed abbracciare le good vibes che viaggiano nell'aria e magari ritrovare il piacere della scrittura in tutto il suo essere. Chiaramente scherzo, non spariamo stronzate.
Suggi che non ci pensiamo troppo
Ottobre 11, 2009
ore 01:34:03
L'Italia è pervasa da un perbenismo sciatto, piccolo borghese e pseudo cattolico che mi fa semplicemente schifo al cazzo. No veramente, prima di andarmene lo avvertivo ma riuscivo a sopportarlo, ora invece lo trovo nauseante ed irritante al tempo stesso. La nostra tv, la nostra politica, il nostro comportamento morale lo dimostrano; siamo uno sfacelo. Non siamo stati capaci di evolvere, siamo rimasti ancorati al nulla, superati, derisi ma felici di esserlo. Purtroppo la speranza che arrivi qualcuno di illuminato fornito delle assi di legno utili a portare la macchina fuori dal pantano è vana, anzi, vanissima. Anche perché se arrivasse nessuno lo cagherebbe.